Amaryllis

Amaryllis

Amaryllis – coltivazione, cura, trucchi e foto.  Amaryllis è un genere di piante della famiglia delle Amaryllidaceae, originario del Sudafrica.

In sud America esistono svariate specie di Hippeastrum, in vivaio però noi comuni mortali troveremo soltanto degli ibridi moderni, e quindi possiamo descrivere quali siano le migliori cure colturali per questi ultimi, che, contrariamente alle varie specie botaniche, hanno esigenze colturali simili.
Come dicevamo prima, si tratta di bulbose a foglia decidua; questo significa che per ottenere di anno in anno nuovi fiori e una vegetazione rigogliosa, dovremo permettere alla nostra bulbosa di potersi riposare durante il periodo invernale, entrando in riposo vegetativo. Per permettere questo, non appena il fogliame dissecca, dovremo sospendere le annaffiature e posizionare il nostro vaso di amaryllis in un luogo fresco, con temperature non superiori ai 10-12 gradi, asciutto e non eccessivamente luminoso.

La primavera successiva il bulbo ricomincerà a germogliare, solo allora riprenderemo le annaffiature, e posizioneremo il vaso in un luogo in cui riceva almeno alcune ore di sole diretto ogni giorno.

Evitiamo esposizioni in pieno sole per lunghe ore, soprattutto per quanto riguarda gli esemplari coltivati in vaso.

Queste piante provengono in origine da zone con clima invernale abbastanza fresco, e molte specie possono sopportare gelate brevi e di scarsa entità; in genere gli amaryllis in Italia possono venire coltivati all’aperto, in piena terra, solo nelle zone meridionali, dove il clima invernale è mite, e le gelate sono solo sporadiche.

Nel resto d’Italia l’amaryllis è da considerarsi una pianta non rustica, e quindi all’arrivo del freddo, in autunno, va posizionato in luogo riparato dal gelo.

In primavera ricordiamo di annaffiare la pianta ogni volta che il terreno è asciutto, evitando di lasciarlo inzuppato d’acqua a lungo; e ogni 10-12 giorni mescoliamo all’acqua delle annaffiature un buon concime per bulbose o per piante da fiore.
In vaso o in piena terra
I bulbi di amaryllis sono grandi, generalmente vengono coltivati in vaso, posizionandoli con l’apice che emerge dal terreno, in vasi abbastanza piccoli, in quanto sembra che fioriscano meglio se vengono posti in contenitori non eccessivamente grandi; producono un bell’apparato radicale, ben ampio e ramificato, quindi sarebbe opportuno rinvasarli ogni anno, quando le foglie sono disseccate, quando li riponiamo al fresco per il periodo di riposo vegetativo.
Volendo possono venire coltivati all’aperto, nelle zone a clima mite, oppure al riparo dal gelo, su un terrazzo, o in un grosso vaso vicino alla casa, esposto a sud. In questo caso è bene interrare gli amaryllis leggermente più in profondità, ed eventualmente anche pacciamarli all’arrivo del freddo; in questo modo il terreno e la pacciamatura renderanno il bulbo meno esposto al freddo.

Per queste piante si utilizza un buon terriccio universale, mescolato con sabbia o pietra pomice, che ne aumentino il drenaggio.

PARASSITI E MALATTIE

Presenza di piccole macchie rosse su tutte le parti della pianta

La comparsa di queste macchie rosse di dimensioni variabili, inizialmente molto piccole (pochi millimetri) e successivamente fino a qualche centimetro, sia nella parte aerea della pianta che nei bulbi è indice di un grave attacco fungino. Sulle foglie e sugli steli fiorali di Hippeastrum in genere si localizzano nella parte basale quasi a livello del terreno ed in seguito a questa infezione, lo stelo si piega. Sui bulbi l’infezione inizia prima dalle tuniche esterne del bulbo poi passa all’interno creando delle zone di marciume di colore nero al centro e rosse ai bordi.
Si tratta di un attacco di un fungo, abbastanza diffuso negli Hippeastrum la Stagonospora curtisii. E’ necessario intervenire con antiparassitari specifici.

Una pratica molto semplice da attuare può essere, prima di mettere i bulbi a dimora, disinfettarli con formalina al 0,2-1% che fornisce dei buoni risultati ed una discreta protezione alle piante.

Le foglie iniziano ad ingiallire ed appaiono piccole macchie gialle e marroni
Le foglie iniziano ad ingiallire e ad accartocciarsi assumendo un aspetto quasi polverulento e si notano sottili ragnatele, soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Questo sintomo è associato ad un’infezione di ragnetto rosso , un acaro.
Rimedi: aumentare l’umidità ambientale in quanto gli acari proliferano in ambiente asciutti. Se l’infestazione è grave usate insetticidi specifici. Se la pianta non è particolarmente grande, si può provare a pulire le foglie usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato per eliminare meccanicamente il parassita. Dopo di che l’ Hippeastrum va risciacquata molto bene per eliminare il sapone residuo.

CURIOSITA'
Il nome del genere “Hippeastrum” deriva dal greco e significa “Stella del cavaliere”. Non si sa con certezza da cosa derivi questo curioso nome. La prima identificazione di questa pianta fu fatta Linneo che chiamò il primo Hippeastrum da lui classificato Amaryllis equestris e non si sa per quale motivo abbia associato il nome “equestris” alla pianta. Nel Curtis’s Botanical Magazine del 1795 viene fornita una spiegazione: sembra che all’inizio della fioritura se osservati attentamente ricordano le orecchie di un cavallo, quindi il fiore avrebbe ricordato a Linneo la testa di un cavallo, da qui il nome. Alcuni anni dopo però William Dean Herbert, un botanico studioso della famiglia delle Amaryllidaceae del 1800, si rese conto che la pianta classificata da Linneo come Amaryllis in realtà non aveva nulla a che vedere con quel tipo di piante e così coniò un nuovo genere e per mantenere il nome dato da Linneo (Amaryllis equestris) chiamò il genere Hippeastrum, “stella del cavaliere”.

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Lo sapevi che:

Quando annaffi, fallo con attenzione. Assicurati che l’acqua possa uscire dai fori per il drenaggio situati in fondo al vaso. L’acqua piovana è l’ideale, oppure puoi usare acqua filtrata o imbottigliata, o l’acqua di un deumidificatore. Se l’unica cosa che hai a disposizione è l’acqua del rubinetto, lasciala riposare per tutta la notte in un contenitore aperto prima di versarla sulle piante.