Anturio

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Anturio come coltivarla, curarla, trucchi e foto. Anturio o Anthurium è una pianta a fogliame decorativo della famiglia delle Araceae originaria dell’America equatoriale e sub-equatoriale.

La caratteristica dell’anthurium sono i fiori, che in realtà sono un’infiorescenza suddivisa in due parti: una parte detta spata colorata in maniera vivace, lucida che deriva da foglie trasformate e cresce attorno ad una infiorescenza a spiga detta spadice di forma cilindrica con fiori ermafroditi e sessili.

Temperatura: la temperatura ottimale è di 16°C, mentre la minima invernale non deve essere inferiore a 13°C; ad eccezione della specie A. scherzerianum per il quale i valori diventano rispettivamente 13 e 10°C (tenendo presente che, sempre per questa specie, se, nel periodo di semi-riposo, la temperatura supera i 16°C verrà compromessa la fioritura). Gli anturi temono molto gli sbalzi termici improvvisi. Alcune specie, se tenute alla temperatura costante di 24-27 °C, possono fiorire tutto l’anno.
Luce: tollerano luce abbastanza moderata e non tollerano il sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: abbondanti in estate, regolari in inverno, facendo attenzione ad evitare che l’acqua ristagni in fondo al vaso. Il terreno non dovrebbe mai asciugare del tutto. L’umidità dovrebbe essere incrementata con ogni mezzo. Le piante a foglia liscia possono essere nebulizzate e lavate frequentemente, a differenza di quelle a foglia vellutata che rischiano di macchiarsi con il calcare e di sviluppare malattie fungine se la goccia d’acqua dovesse ristagnare a lungo sull’epidermide. In tutti i casi potrà essere utile porre i vasi su terrine riempite di ghiaino e acqua (avendo cura che questa non raggiunga la base del vaso) che, evaporando, mantiene elevata l’umidità atmosferica.
Substrato: molto poroso, composto da torba e terra di foglie (in parti uguali) con aggiunta di sfagno tritato, sabbia o perlite.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: da maggio a ottobre si distribuisce fertilizzante liquido ogni due settimane. Le piante devono essere rinvasate ogni due-tre anni, facendo attenzione a non coprire di terra gli steli. Poiché sul fusto si formano frequentemente radici aeree, è consigliabile avvolgere la base di questo con dello sfagno da tenere umido (evitando di pressarlo troppo per evitare marciumi radicali), per permettere alle radici aeree di assorbirne l’umidità. Per evitare ristagni di acqua sul fondo del vaso, questo dovrebbe essere riempito per un terzo di materiale di drenaggio.
Moltiplicazione
Si possono moltiplicare per divisione dei cespi, talea o seme. La divisione dei cespi viene effettuato in marzo-aprile, avendo cura che ogni parte presenti almeno un germoglio e utilizzando una miscela di terreno uguale a quella usata per la pianta madre. La riproduzione per talea viene effettuata in giugno utilizzando porzioni di foglie, radici o fusto. Le talee dovranno essere messe su un substrato molto poroso (formato da torba, sfagno triturato e sabbia o perlite) tenuto umido, ma senza acqua stagnante. La temperatura ideale dovrebbe aggirarsi intorno ai 21-24°C. La riproduzione per seme non è semplice: mancando gli insetti impollinatori specifici, bisogna procedere all’impollinazione manuale. La semina dovrebbe avvenire subito dopo la raccolta dei semi che perdono facilmente germinabilità. Se si riesce comunque a procurarsi dei semi, questi devono essere posti su una miscela di torba e sfagno triturato a una temperatura di circa 24-27°C. La germinazione di solito è rapida, mentre la prima fioritura avviene dopo circa tre anni.
Malattie, parassiti e avversità
Gli anturi possono essere danneggiati da:
– Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e lasciano la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con prodotti specifici.
– Malattie fungine: si manifestano sulle foglie con macchie brune o giallastre e attaccano più facilmente le specie con foglie vellutate sulle quali ristagnino a lungo gocce d’acqua. Le foglie colpite devono essere asportate e la pianta va trattata con prodotti anticrittogamici.
– Cocciniglia cotonosa: può attaccare gli anturi, specie in presenza di clima caldo e secco. Occorre eliminarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale).
– Marciumi radicali: fare molta attenzione al drenaggio dei vasi, per evitare ristagni d’acqua sul fondo del vaso (riempire lo stesso con un terzo di materiale di drenaggio).
– Ingiallimento delle foglie: può essere causata da eccessive annaffiature.
– Fiori che non compaiono o non si aprono del tutto: la pianta non è stata concimata bene.

 

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Cura dei fiori recisi. Lo sapevi che:

Conservare i fiori in luogo non ventilato e con buon grado di umidità: l'aria secca e le correnti d'aria provocano un precoce avvizzimento del fiore. 
- Durante la notte collocare i fiori in un luogo il più possibile fresco, anche all'aperto se la temperatura notturna è di 15-20°C. Attenzione però agli sbalzi di temperatura che possono provocare una veloce sfioritura.