Cactus

Cactus

Cactus – coltivazione, cura, trucchi e foto. Le Cactaceae chiamate anche cactus sono una famiglia di piante succulente che comprende circa 3000 specie e 120 generi. I cactus e le piante grasse non appartengono alla nostra zona climatica e sarà dunque necessario porre qualche attenzione nella loro cura.

Al contrario di quanto si pensi, le piante grasse sono piante vere e proprie (con foglie tramutate in aculei e tronco trasformato per compiere fotosintesi), e come tutte le piante necessitano di acqua e fertilizzanti adeguati.

Come bagnare i cactus:

Le piante grasse hanno sviluppato con i millenni la capacità di trattenere grandi quantità di acqua nei loro tessuti, durante le scarse piogge  per poterne poi usufruire nel corso delle giornate aride. A tale scopo tutti i fenomeni di evapotrasporazione sono stati ridotti al minimo e più in generale il metabolismo della pianta è piuttosto lento. Nel fornire acqua ricordiamoci di queste peculiarità avendo cura di innaffiare una o due volte al mese in maniera abbondante, lasciando la pianta poi completamente a secco per il periodo intermedio. Ovviamente nell’innaffiare dobbiamo tenere conto della stagione e dell’esposizione al sole. Quando d’inverno ritiriamo i nostri cactus all’interno, ricordiamoci di ridurre l’apporto di acqua alle piante grasse visto che il loro metabolismo in questa stagione diminuisce ulteriormente.

Terra per piante grasse:

Anche in questo caso, bisogna comprendere ed aver presente le tendenze naturali delle nostre piante prima di scegliere il terriccio adeguato. Le cactacee, le crassule, ed in generale tutte le piante grasse non hanno un apparato radicale molto forte, perché tipicamente nascono in suoli facilmente permeabili alle radici, leggeri, molto drenati. In commercio esistono già terricci e substrati per cactus di ottima qualità ma spesso si tratta di prodotti costosi che non hanno nulla da invidiare ad un buon terriccio fatto in casa. La terra che andremo a preparare sarà composta da una parte di torba nera ed una parte di sabbia pura. Nella scelta della sabbia state attenti a non acquistare sabbione edile, che può contenere tracce di materiali indesiderati. Piuttosto raccogliete la sabbia vicino ai fiumi o in campo aperto. Il mix dei due elementi deve essere fatto quando la torba è ancora umida al fine di creare degli aggregati che mantengano carratteristiche di compattezza ma allo stesso tempo di grande capacità drenante. Il terreno risultante dovrà essere soffice, leggero e fresco. Una volta aggiunto il terriccio sarà possibile comprimerlo leggermente per dare più stabilità alla pianta. La superficie del suolo nel vaso potrà inoltre essere ricoperta con pietrisco al fine di evitare eccessiva evaporazione a cui i vasi sono sottoposti se esposti al sole diretto. I cactus e le piante grasse in genere prediligono suoli leggermente acidi, ma sono piante con grandi capacità adattative e perdonano molti errori.

Anche per le malattie cui sono esposti i Cactus vale il principio che prevenire e meglio che curare, prevenzione che si realizza con i corretti interventi colturali. Un buon spirito di osservazione è utile per individuare per tempo eventuali segnali di insofferenza della pianta. Significativi risultano i mutamenti di colorazione, anche se è abbastanza diffusa la cultura della corretta coltura delle piante, mentre molto meno si è sviluppata l’arte del curarle dalle malattie. A meno che non si tratti di piante rare, risulta meno oneroso rimpiazzarle.

Una pianta coltivata correttamente cresce sana e forte, con sufficienti difese, e tanto basta ad evitarle e farle meglio superare gran parte delle patologie. Non solo, ma una pianta vigorosa reagisce sicuramente meglio alle eventuali terapie, possiede maggiori probabilità di debellare la malattia.

Si tratta di assicurare al Cactus un habitat confortevole che risponde alle esigenze della pianta, un luogo adeguatamente illuminato, areato e soleggiato, tenendo presente che la insufficiente illuminazione, i ristagni idrici e le basse temperature, sono tra le principali cause delle patologie che interessano i Cactus. In particolare, i ristagni idrici sono fonte di patologie fungine, mentre una luce insufficiente mina la struttura della pianta, come pure le basse temperature.

Per prevenire le patologie fungine, occorre assicurare al Cactus un substrato ben permeabile e tarare correttamente gli interventi di irrigazione, per intensità, frequenza, modalità e momento di esecuzione, mentre la giusta collocazione evita le malattie conseguenza della insufficiente luce, areazione e temperature avverse.

Volendo completare il quadro della prevenzione, è opportuno provvedere con due cicli annuali preventivi di insetticida e fungicida, quando la pianta si sta preparando per il periodo di letargo e alla fine dello stesso, poiché i Cactus coltivati in cattività risultano più vulnerabili di quelli che crescono spontaneamente in natura.

E veniamo alla malattie più comuni, quali infezioni fungine e infestazione da parte dei parassiti animali, in particolare da parte di afidi e cocciniglie, ma non sono escluse altre presenze come le formiche, che allevano gli afidi, ed il ragnetto rosso. Per le infezioni fungine, che possono interessare sia la massa radicale che la parte area del Cactus, potenzialmente causate da eccessivi interventi di irrigazione, ristagni idrici, ambienti particolarmente umidi e da lesioni accidentali, la prima cosa da fare è rimuovere la causa, per poi intervenire asportando materialmente le parti interessate dall’infezione, nonché trattare la pianta con fungicida a largo spettro.

Circa l’eventuale presenza di parassiti animali, laddove possibile, si interviene manualmente cercando di rimuovere gli indesiderati ospiti, anche se il ricorso agli insetticidi diventa quasi sempre una strada obbligata.

 

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Cura dei fiori recisi. Lo sapevi che:

Non collocare nello stesso vaso con altri fiori quelli che emettono lattici velenosi dal gambo reciso (es. Hyacinthus, Narcissus, Poinsettia). 
- Collocare i fiori in luogo luminoso ma non direttamente esposto al sole, lontano da fonti di calore (calorifero, camino, televisore) poiché l'alta temperatura provoca una traspirazione maggiore e un maggior consumo di sostanze nutritive.