Lupini

Lupini

Lupini – Come coltivarlo, curarlo, trucchi e foto sui lupini, Lupinus è un genere di piante della famiglia delle Fabacee.

Esposizione. I lupini preferiscono vivere in pieno sole, ma in un luogo fresco o in mezz’ombra se il sito è molto caldo o senza ventilazione, purché abbiano la certezza di un buon approvvigionamento d’acqua. I giardini posti nelle località di mare costituiscono la loro dimora prediletta. In ogni caso gli ibridi perenni sono assolutamente rustici nella stagione invernale. Anche L. arboreus, se ben riparato dai venti freddi e se il terreno è ben drenato, può tollerare temperature che arrivano a –15°C.

Il terreno. E’ questo l’ostacolo più difficile per coltivare i lupini con successo. In questo senso, essi sono molto esigenti e non ammettono sbagli. Il suolo deve essere in primo luogo profondo, moderatamente fertile e ben drenato. Bisogna però curare anche la sua composizione e la sua struttura: la natura migliore è quella sabbioso-silicea, pur con una certa tolleranza di terreni torbosi e un po’ acidi. I suoli più idonei, quindi, si trovano sulle coste marine, a condizione che l’acqua non manchi mai. Nel caso di specie da giardino roccioso, il suolo deve essere ghiaioso e drenato alla perfezione.

Cure colturali. Il consiglio preliminare riguarda la loro intolleranza nei confronti del trapianto: di conseguenza è necessario scegliere accuratamente il luogo dove intendiamo vederli fiorire. Una volta fatta la nostra scelta, non potremo pentirci neppure una volta, pena la loro morte.

Le specie annuali vanno seminate, verso aprile, nel luogo definitivo, non appena il terreno è lavorabile. Più tardi si provvede a diradarle, mantenendo la distanza voluta.

Le specie perenni vanno seminate in primavera a dimora o nei vasi di torba e composta da semi, in letto freddo; nel secondo caso, le si mette a dimora nella primavera successiva, eliminando l’infiorescenza del primo anno. La germinazione avviene più facilmente se si sono posti i semi in acqua tiepida per 24 ore. Le infiorescenze appassite vanno eliminate, per evitare la formazione dei semi e per far fiorire le piante nuovamente. In autunno avanzato, i fusti fioriferi vanno tagliati alla base.

Moltiplicazione degli ibridi. Le varietà denominate possono essere moltiplicate con talee basali, prelevandole verso marzo insieme con una piccola porzione di radice attaccata; poi le si mette in piccoli vasi contenenti sabbia, in cassone freddo, dove radicheranno. Successivamente vanno poste in vasi di torba e composta da vasi, collocandole a dimora in autunno.

Malattie. Le specie annuali solitamente sono immuni da problemi gravi. Le perenni e gli ibridi, invece, vengono attaccati da diversi parassiti. Il marciume del colletto o delle radici (Thielaviopsis basicola)è ben visibile quando queste parti si anneriscono e poi marciscono. L’oidio colpisce invece le foglie, ricoprendole con macchie biancastre e polverose. Inoltre il fungo Pleiochaeta setosa si manifesta con macchioline nerastre sulle foglie, che man mano si accartocciano e muoiono. Infine, alcuni virus del gruppo dei fagioli causano sintomi vari (come l’ingiallimento sulle nervature delle foglie): le piante colpite da virus vanno distrutte. I principi attivi da usare sono: per la Thielaviopsis il Tiofanate metile, per l’oidio il Penconazolo o Propiconazolo, per Pleiochaeta setosa il Tebuconazolo.

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Lo sapevi che:

LO ZUCCHERO

È una sostanza di cui i fiori hanno bisogno. Non a caso viene prodotta dalle foglie stesse durante la fotosintesi.

Sì, un cucchiaino di zucchero fa bene ai fiori. Ma non ha gli stessi effetti su qualsiasi bouquet. Le rose, per il caldo, sbocciano ugualmente nel giro di ventiquattro ore. Altri fiori, come i tulipani, rimangono in boccio per giorni. Dopo una settimana, però, tutti i fiori saranno aperti e alcuni petali inizieranno ad arricciarsi. Se il mazzo appare un po' sciupato, basta togliere le corolle più rovinate e il bouquet può essere lasciato nel vaso ancora per qualche giorno.