Paeonia

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Paeonia come coltivarla, curarla, trucchi e foto. Paeonia è l’unico genere della famiglia delle Peoniacee (Paeoniaceae) e comprende specie erbacee perenni anche con radici tuberose alte fino a 1 m.

Il periodo migliore per piantare le peonie, sia a radice nuda che in vaso, va da settembre agli ultimi giorni di novembre; piantando in autunno si permette alla peonia di sviluppare e ramificare il suo sistema radicale prima dell’inizio della ripresa vegetativa. E’ possibile piantare in inverno, purché il suolo non sia gelato durante il giorno.
Dopo il mese di marzo si possono mettere a dimora le piante di peonia, purchè queste siano coltivate in vaso.

Caratteristiche del suolo
Il terreno più ospitale per le peonie è discretamente argilloso, ricco in humus, profondo, permeabile e ben drenato.Il pH ottimale è sub-acido o neutro: (6,5-7). E’ importante dissodare il terreno prima dell’impianto, mescolarlo eventualmente con sabbia e torba ed arricchirlo con concimi organici (letame molto maturo, ammendante vegetale composto, cornunghia, sangue secco); è bene però evitare il contatto diretto delle radici con i concimi.
Si deve cercare di evitare il più possibile il ristagno idrico, a tal fine, in terreni particolarmente umidi, è utile porre sul fondo della buca di impianto uno strato di 5 cm di ghiaia.

Esposizione e caratteristiche del luogo d’impianto
Le peonie si piantano in luoghi ben soleggiati oppure in mezza ombra, a seconda delle regioni. Hanno bisogno di spazio e non devono essere troppo vicine alle radici di altre piante. Sia le arbustive che le erbacee si coltivano spesso come piante isolate; le peonie erbacee si possono piantare con altre specie erbacee perenni, purché si preveda uno spazio sufficiente alla loro crescita (80 cm circa tutto intorno).
Se impiegate per formare aiuole o siepi si deve lasciare uno spazio di circa 80 cm fra pianta e pianta per le erbacee; e 120-150 cm per le arboree.

Istruzioni per l’impianto

Peonie erbacee:
eseguire uno scasso di circa 40 cm di lato e 40 cm di profondità; miscelare bene la terra estratta ed il concime e sotterrare completamente la pianta ricoprendo le gemme con 2-3 cm di terra.

Peonie arbustive:
eseguire uno scasso di circa 40 cm di lato e 40 cm di profondità; miscelare bene la terra estratta ed il concime, deporre la pianta nella buca in modo che il punto d’innesto sia circa 8 cm sotto il livello del suolo, ricoprire stando attenti a non rompere le eventuali radici secondarie.
Si consiglia di proteggere la pianta con tre bastoncini conficcati a forma di piramide per evitare di calpestarla.

Moltiplicazione e riproduzione
La moltiplicazione delle peonie arbustive puo avvenire per innesto a spacco su radice di Paeonia lactiflora (erbacea) da fine agosto a fine settembre utilizzando rami lignificati prodotti dalla pianta durante l’anno. Altro sistema di moltiplicazione è costituito dalla divisione dei cespi, anche in questo caso in settembre, utilizzando piante di grandi dimensioni che vengono divise in 3-4 parti e facendo attenzione che su ogni parte siano presenti un adeguato numero di radici e di fusti.
Anche la semina è un sistema valido per riprodurre le peonie, sia erbacee che arbustive, bisogna però tener presente che la nuova piantina avrà quasi certamente caratteristiche diverse da quelle della pianta da cui si sono raccolti i semi.
La riproduzione delle peonie da seme è un procedimento molto lungo, la sola germinazione del seme impiega 2 anni, ma è l’unico utilizzabile per creare varietà nuove. Generalmente per veder fiorire una piantina nata da seme sono necessari 7-8 anni dal momento della semina.

Cure colturali dopo l’impianto

Peonie erbacee:
sarebbe utile togliere sempre i fiori appassiti; se si recidono i fiori per fare delle composizioni si devono sempre lasciare una o due foglie alla base di ogni fusto per non compromettere il ciclo vegetativo della pianta.
In autunno è indispensabile tagliare i fusti a qualche centimetro dal suolo e distruggerne i residui per evitare ogni fonte di malattia.
Le malattie che più frequentemente colpiscono la peonia sono la Botrytis, che si manifesta con chiazze secche sulle foglie o con marciumi ricoperti di muffa grigia alla base dei fusti o sui boccioli, e il Cladosporium che attacca le foglie ed i fusti a stagione inoltrata con piccole chiazze rotonde e rossiccie.
Entrambe le malattie sono favorite dall’eccesso di umidità sia nel terreno che atmosferica, per attenuarne i danni si consiglia di non eccedere nelle concimazioni azotate e nelle irrigazioni; nelle annate più umide è spesso necessario effettuare trattamenti con antibotritici (Ronilan, Rovral, Sumiscelex).
Gli organismi più distruttivi per le peonie sono senza dubbio i nematodi. Questi piccoli vermetti, invisibili ad occhio nudo, si insediano nelle radici più sottili causando la formazione di tubercoli tondeggianti detti galle; il loro attacco conduce al rapido deperimento ed alla morte della pianta senza purtroppo lasciare alcuna possibilità di cura.
Se una pianta è stata colpita da nematodi la si deve estirpare per evitare la propagazione della malattia e non si possono più ripiantare peonie sullo stesso terreno per molti anni.
Se la pianta è diventata molto grossa e si desidera dividerla, si deve, in autunno, dissotterrare l’apparato radicale e sezionarlo con una lama in modo che su ogni nuova pianta siano presenti 3-4 gemme ed una porzione di radice di circa 15-20 cm.
Generalmente l’anno successivo al trapianto non si ha alcuna fioritura dalle piante che sono state divise.
E’ opportuno attendere un periodo di 3-4 anni prima di coltivare di nuovo le peonie su un terreno dove sono vissute a lungo.

Peonie arbustive:
anche le peonie arbustive vengono colpite dalla Botrytis, dal Cladosporium e dai nematodi, le attenzioni e le cure sono le stesse delle peonie erbacee.
Anche in questo caso è importante tagliare i fiori appassiti per evitare che la pianta consumi inutilmente energie nella formazione dei semi.
Le peonie arbustive non richiedono una potatura particolare; può essere necessario un taglio ai rami più vigorosi, se la pianta si sviluppa troppo in altezza, per favorire lo sviluppo delle gemme alla base del fusto.
Si consiglia anche di tagliare il legno morto.
Le peonie arbustive non richiedono, in condizioni normali, molta acqua; la loro vegetazione smette presto in estate e può capitare che a metà settembre le foglie siano già parzialmente secche.
Come nel caso delle erbacee ogni eccesso permanente di umidità è causa di un maggior attacco di Botrytis.

Alcuni dettagli da ricordare
Nelle peonie arboree, gli ibridi di Paeonia lutea sono di vegetazione più tardiva delle varietà di Paeonia suffruticosa.
Nelle peonie erbacee gli ibridi sono invece più precoci delle varietà orticole correnti di Paeonia lactiflora .
In genere sono necessari 2 o 3 anni prima che le piante si sviluppino in modo normale, nel frattempo svolgono un lavoro sotterraneo e pertanto possono dare l’impressione di vegetare producendo pochi fiori o non fiorendo affatto.
Essendo tra i fiori più precoci, le peonie smettono anche presto di vegetare, per questa ragione possono avere un aspetto autunnale già dai primi di settembre.
Per assicurare una lunga durata dei fiori recisi, si consiglia di tagliare i rami quando i boccioli cominciano ad ammorbidirsi ed a lasciar intravedere il colore del fiore. Se si recidono rami con i fiori già completamente aperti la loro durata sarà più limitata.

Malattie e parassiti.

Tra le avversità ricordiamo la cosiddetta muffa grigia, che può attaccare la giovane vegetazione, in presenza di un habitat particolarmente ricco di umidità. L’avversità va prevenuta e/o combattuta con appropriati fungicida e riducendo le innaffiature per intensità e frequenza. Ricordiamo il fungo bianco che attacca le radici e che nei casi più gravi può compromettere la vita della pianta. Ad avversare la pianta non mancano insetti, quali formiche e coleotteri, come il maggiolino.

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