Phalaenopsis

Phalaenopsis

Phalaenopsis coltivarla, curarla, trucchi e foto.  Phalaenopsis è un genere di orchidee epifite che comprende circa cinquanta specie, tutte originarie dell’Asia e degli arcipelaghi dell’Oceano Pacifico e dell’Oceano Indiano.

Le Phalaenopsis, sono piante poco esigenti in fatto di luce, e ciò le rende particolarmente adatte alla coltivazione in interno, anche quando l’esposizione non sia eccellente, perché in natura vivono all’ombra su alberi dalla chioma piuttosto folta.
D’inverno quando la luminosità è meno intensa cercate di fornire alle piante tutta la luce possibile , anche il sole diretto, ma da febbraio bisognerà posizionarli all’ombra, d’estate in ombra profonda,
Temperatura
Le Phalaenopsis che si trovano normalmente in commercio sono ibridi di poche specie che vivono in zone tropicali a livello del mare o quasi, quindi con temperature elevate, sono piante da caldo, nelle coltivazioni industriali si coltivano a 23-24° di notte.
Dall’autunno alla primavera è importante che siano in ambiente ben riscaldato, possibilmente con temperature notturne di almeno 18°.
Umidità
L’umidità relativa ideale è tra il 50 ed il 70 %, per ottenere un microclima ideale in casa, soprattutto quando si accendono i termosifoni, è sufficiente riunire tutte le piante vicine tra loro , in modo che possano sfruttare vicendevolmente gli effetti delle traspirazione fogliare, usate poi degli ampi sottovasi riempiti di ghiaietto o argilla espansa tenuta costantemente bagnata, l’evaporazione aumenta l’umidità
Acqua
Come per altre orchidee con radici aeree, le Phalaenopsis vanno bagnate bene solo quando si è certi che siano asciutte, in caso di dubbio è preferibile aspettare, Il sistema più pratico per capire quando sono asciutte ed è quindi il momento di bagnare è di soppesarle, la regola è: “se sono leggere si bagnano, se non sono leggere non si bagnano, se non si è sicuri non si bagnano”, quando poi si bagna si bagna bene, abbondantemente, lasciando che l’acqua fuoriesca dal fondo del vaso, ma il vaso deve diventare pesante, si può bagnare anche per immersione, bastano pochi minuti, fin che il vaso diventa pesante.
E’ sempre preferibile bagnare e concimare al mattino
Se mettete un sottovaso è importante che sia riempito di ghiaietto o di argilla espansa in modo che il fondo del vaso non venga mai a contatto con l’eventuale acqua del sottovaso.
Concimazione
Una buona regola è di concimare ogni 3 annaffiature, cioè dopo 3 bagnature, la quarta volta, prima si bagna e immediatamente dopo si concima. Non si devono mai concimare piante asciutte.
In primavera, da metà marzo a metà giugno, si usa un concime ad alto contenuto di azoto, tipo 30-10-10 per sostenere la nuova vegetazione, per tutto il resto dell’anno un concime bilanciato tipo 20-20-20, ed infine il nitrato di calcio da alternare alle concimazioni con 20-20-20 o 30-10-10,
In genere le orchidee si concimano alla concentrazione di 1 grammo di concime per litro d’acqua, per le Phalaenopsis si può arrivare anche a 2 grammi/litro.

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Lo sapevi che:

Quando annaffi, fallo con attenzione. Assicurati che l’acqua possa uscire dai fori per il drenaggio situati in fondo al vaso. L’acqua piovana è l’ideale, oppure puoi usare acqua filtrata o imbottigliata, o l’acqua di un deumidificatore. Se l’unica cosa che hai a disposizione è l’acqua del rubinetto, lasciala riposare per tutta la notte in un contenitore aperto prima di versarla sulle piante.